Vicini molesti, ma fino a che punto?

Vicini molesti, ma fino a che punto?

I rapporti di buon vicinato sono una vera risorsa e possono sfociare in profonde amicizie. Allo stesso modo, però, avere dei vicini molesti può essere fonte di stress, frustrazione e trasformare quello che dovrebbe essere il nostro piccolo rifugio in un vero incubo.

La cronaca italiana è piena di casi di liti tra condomini. Discussioni che spesso degenerano in maxi risse e in casi estremi anche in delitti. I vicini rumorosi rappresentano un problema molto diffuso nei condomini e forse il principale motivo di litigio tra le famiglie.
Dai tacchi delle scarpe che ticchettano sulle nostre teste alle lavatrici a ciclo continuo, dai cani che abbaiano alla luna ai televisori al massimo dei decibel, dalla musica heavy metal nella notte fino a urla e schiamazzi di ogni tipo: sono innumerevoli le cause di disturbo che possono provenire dagli appartamenti adiacenti al nostro.
A volte ciò che per noi è un fastidio intollerabile per il nostro vicino è un’attività del tutto abituale e non è facile trovare un punto di incontro che accontenti tutti.
Come ritrovare quindi la tranquillità persa?

Il regolamento di condominio

Il regolamento condominiale è il primo documento a cui rifarsi in caso di discussione: stabilisce gli orari in cui è possibile fare rumore e quelli in cui è necessario e doveroso il silenzio. Solitamente dalle 13.00 alle 16.00 e dopo le 21.00 fino alle 8.00 del mattino i rumori eccessivi e fastidiosi sono proibiti per consentire il riposo delle persone.

Nella maggior parte dei casi (ci si augura), si arriverà alla risoluzione del problema con una discussione cortese ma decisa con il vicino che disturba. Se invece questo non sortisse gli effetti desiderati, sarebbe utile rivolgersi all’amministratore e sottoporre “il problema rumore” all’assemblea condominiale.
Espletati anche i citati tentativi di riconciliazione e mediazione senza aver raggiunto l’agognato obbiettivo, conviene inviare una diffida, con raccomandata, contenente non solo i dati identificativi vostri e dell’alloggio, ma l’intimazione di limitazione o cessazione delle immissioni rumorose che vi arrecano danni. Codice Civile
Nel caso in cui nemmeno questa si riveli un arma sufficientemente efficace, converrà appellarci al buon codice civile. Le legge italiana prevede una tutela contro i rumori molesti dei vicini sia in sede civile che penale ed amministrativa. Il Codice Civile tratta la casistica dei vicini rumorosi negli artt.844. La norma 844 del Codice Civile recita che il proprietario di un fondo non può fare nulla per impedire le immissioni di fumo, calore, scuotimento o rumore proveniente dal fondo del vicino, a meno che queste non superino i limiti della normale tollerabilità. Bisogna cercare di sopportare il più possibile a meno che le azioni del vicino non arrechino un problema per la normale convivenza.

L’articolo 659 comma 1 del Codice Penale condanna il disturbatore condominiale, quando questo danneggia il “disturbo alle occupazioni e al riposo delle persone” con dei rumori che impediscano o rendano molto difficile la quiete ed il riposo dei vicini di tutto il condominio o di gran parte di quest’ultimo.

Per valutare il superamento della soglia di tollerabilità prevista , il giudice potrà nominare un perito fonografico oppure basarsi sulle testimonianze dei vicini che abbiano sentito i rumori, verificando se anche per questi ultimi si possa configurare una intollerabilità dell’immissione rumorosa.
La strada può sembrare lunga e tortuosa ma del resto, purtroppo, contro la maleducazione non è ancora stata inventata una cura infallibile.
Insomma, la cosa migliore da fare in caso di trasloco per tutelarsi preventivamente è quella di assumere quante più informazioni possibili sul condominio, perché mai come in questo caso è più facile prevenire che curare!